Il nome deriva dal greco “actéa” che richiama la voce di “nutrimento”, forse perché delle bacche di questa pianta si cibavano gli uomini, quando ancora non si coltivavano i cereali e ci si nutriva dei frutti degli alberi. Infatti, esistono tracce di questa pianta fin dall’età della pietra. Questa pianta viene spesso utilizzata in presenza di malattie da raffreddamento, influenza, febbre, affezioni infiammatorie dell'apparato respiratorio per le sue proprietà benefiche per la fluidità delle secrezioni bronchiali, la funzionalità delle prime vie respiratorie, la regolarità del processo di sudorazione, il drenaggio dei liquidi corporei e per le naturali difese dell'organismo.