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Erbe e benessere
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Anche gli infusi e le tisane hanno una loro storia… Già nelle culture primitive, quando non esistevano ne’ farmaci ne’ alcun tipo di composto chimico, le terapie contro le malattie, dalle più comuni patologie alle più complesse, erano i rimedi naturali: preparati a base di erbe, impacchi, soluzioni diverse ed infusi di vario tipo. All’utilizzo semplicistico di tali preparati si accompagnavano riti propiziatori degli spiriti e l’uso della magia.

Con il passare dei secoli, questa situazione andò scemando e mutando, lasciando il posto allo studio della medicina, dell’erboristeria e alle nuove scoperte.

Nella cultura occidentale, uno dei primi ad utilizzare il termine “tisane”, ad esempio, fu il greco Ippocrate; allora l’ingrediente era unico: si trattava semplicemente di orzo. La preparazione avveniva in due modi: lasciando in infusione il cereale con semplice acqua, poi filtrata, oppure l’orzo veniva prima cotto e poi lasciato nell’acqua come una zuppa. Dall’ottocento, invece, epoca che ha visto il massimo fulgore dal punto di vista delle cure a base di erbe ed in particolare dell’utilizzo di tisane, ai nostri giorni, il ricettario erboristico e popolare si è notevolmente ampliato.

Questo patrimonio culturale, iniziato con l'uso empirico delle piante da parte delle popolazioni primitive, è impiegato dalla moderna scienza che cerca di isolare i principi attivi e di determinare i meccanismi con i quali le erbe operano.

Recentemente la medicina naturale ha fatto del curarsi con gli aromi e le erbe una vera e propria scienza. Con l’avvento dei farmaci di sintesi e della farmacologia moderna, la fitoterapia è stata messa in disparte, per essere riscoperta, negli ultimi decenni, sia come metodo integrativo da affiancare a quello tradizionale, sia come rimedio più dolce, con molti meno problemi dal punto di vista delle controindicazioni e degli effetti collaterali. Sul mercato possiamo, quindi, trovare diversi preparati e tisane a base di erbe che propongono soluzioni e cura ai differenti disturbi.

LE TISANE
La tisana è un prodotto fitoterapeutico composto di almeno due piante, una delle quali è denominata principale ed è contraddistinta dalle proprietà funzionali sue proprie (digestive, diuretiche, rilassanti, ecc.). La sua azione è integrata ed amplificata da una o più piante chiamate adiuvanti. Nella maggior parte dei casi, oltre a questi due elementi (quello principale e quello adiuvante), possiamo riscontrare anche un terzo fattore: il correttore del gusto. Mentre la pianta principale e l’adiuvante sono sostanze imprescindibili affinché si possa parlare di tisana, la pianta che affina il sapore (frequentemente amaro) non è fondamentale ma spesso è utile. Questo non solo per migliorare le peculiarità organolettiche della preparazione, ma anche per le proprietà intrinseche della pianta stessa: è il caso della liquirizia, una delle piante maggiormente usate per migliorare il gusto delle tisane. Questa pianta è dotata di ragguardevoli proprietà depurative; infatti, analizzando gli studi recenti, la liquirizia pare avere la facoltà di rendere maggiormente biodisponibili i principi attivi delle piante officinali presenti nella tisana. Le proprietà - anche notevoli- di certe piante si rivelerebbero del tutto inutili se l’organismo che assume le preparazioni erboristiche non riuscisse a farle proprie. La capacità di beneficiare dei principi attivi presenti nelle piante prende, quindi, il nome di biodisponibilità.

GLI INFUSI

Il roobios
Il Rooibos è la bevanda nazionale del Sudafrica prodotta con foglie di asphalatus linearis, un arbusto che cresce esclusivamente sulle montagne del Cèdar, in Sudafrica. La scoperta di diversi studiosi dei suoi effetti positivi sulla salute ne fanno una bevanda sempre più ricercata anche in Europa. Senza caffeina, morbida e gradevole nel sapore che ricorda il miele, contiene vitamina C e molti minerali utili al nostro organismo ed in particolare ferro, manganese, calcio, magnesio, potassio, zinco, rame, fluoro. Scienziati sudafricani, giapponesi e americani hanno identificato nel rooibos alcune sostanze che hanno proprietà utili ad alleviare disturbi gastrointestinali, lenitive per la pelle, anallergizzanti, attive contro il processo di invecchiamento, rilassanti e calmanti.

I vitaminizzati
Molte ricerche scientifiche hanno provato che una buona parte della popolazione soffre di carenze vitaminiche dovute ad una cattiva alimentazione. Il protrarsi per lungo tempo di una carenza vitaminica può provocare seri danni alla salute. Da ciò è nata l’idea di aggiungere vitamine ai nostri infusi di frutti. Le bucce della rosa canina, che sono un elemento essenziale di molti infusi, contengono, fra l’altro, molta vitamina C. Il calore, però, è in grado di distruggere, almeno in parte, alcune vitamine. Per questo motivo le vitamine impiegate sono state sottoposte ad un attento esame per verificarne il grado di stabilità. Inoltre, gli infusi di frutti non restano a lungo in contatto con l’acqua bollente in quanto il processo di raffreddamento dell’infuso avviene molto rapidamente. I danni che il processo di infusione può arrecare alle vitamine è, di conseguenza, molto inferiore a quello temuto. Alcune vitamine, però, non sono sufficientemente termostabili. Per questo motivo le quantità di vitamine aggiunte sono state calcolate in base alla loro resistenza, in modo che anche quelle meno termostabili siano presenti nell’infuso nelle quantità desiderate. L’esatto contenuto delle vitamine aggiunte è riportato su ogni confezione.

La camomilla
Popolarissima, la camomilla viene utilizzata da secoli per le sue innumerevoli virtù. Ma si tratta di una semplice credenza popolare o i suoi principi hanno realmente un potere rilassante? Numerose ricerche lo confermano e ne attribuiscono l’effetto distensivo all’olio essenziale contenuto nei fiori, chiamati capolini, e composti, a loro volta, da minuscoli fiorellini gialli. I componenti fondamentali dell'essenza (olio di camomilla) sono l'azulene dalle proprietà antinfiammatorie e l’a-bisabololo, dalle capacità calmanti; la pianta contiene anche flavonoidi e cumarine, oltre ad un principio amaro tonificante. L'infuso di camomilla è utile nei disturbi gastro-intestinali per la presenza dei flavonoidi che hanno azione spasmolitica, aiuta la digestione e contribuisce a mantenere le naturali difese immunitarie. E’, inoltre, una importante fonte di antiossidanti naturale. Secondo la medicina Ayurvedica, inoltre, è utile per contrastare le cefalee, i disturbi renali, epatici e della vescica.

Ci preme rimarcare che le tisane, così come le camomille e gli infusi, non possono e non aspirano in ogni caso a sostituire le cure mediche e farmacologiche; essi possono sostenerle e, a volte, addirittura precederle. Il fine ultimo è, sempre e comunque, la tutela della salute psico-fisica, o il suo recupero, attraverso un ristabilimento dei requisiti di equilibrio interno in cui l'organismo si trova secondo natura. A questo proposito, diamo grande rilievo all'utilizzo di prodotti erboristici come integrazione della normale e sana alimentazione, che porti l'individuo ad una vita il più salutare possibile.

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