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Well-being
Sorsi e Bocconi in Consapevolezza
14/12/2011
Un messaggio d'auguri

Tante volte abbiamo sottolineato l’importanza di occuparci non solo del cibo che portiamo alla bocca, ma anche di quel cibo che va a nutrire la nostra anima. Mi sono quindi trovata in estrema difficoltà a scegliere un argomento per il mese di dicembre, il mese delle feste e quindi da un lato il mese delle riflessioni o dei propositi per il nuovo anno e dall’altro il mese che così ben si presta per parlare di ricette sane, di come evitare i chili di troppo, di idee regalo anche culinarie (tra le varie cose ho visto al mercatino di Natale di Merano le tortine cucinate direttamente nei vasetti di vetro che ricordano quelli della marmellata). Ma proprio perché questi argomenti verranno già trattati ampiamente da più parti vorrei azzardare una riflessione per entrare maggiormente in contatto con noi stessi. Farlo in questo periodo potrebbe essere così coinvolgente ed appagante da distrarci da tutto ciò che è oggetto di impulsività come gli acquisti facili o l’eccedere con cibi che non ci fanno sentire bene. Tentiamo dunque …

Mi è sempre piaciuta questa frase di Madre Teresa di Calcutta: “voglio essere una matita nelle mani di Dio”.

Forse per queste feste come regalo per noi e per tutti dovremmo farci la punta e ridiventare sufficientemente ergonomici per disegnare veramente il nostro ruolo in questa vita o per mettere a frutto i nostri talenti, a seconda di come preferite esprimere tale concetto. Prenderci cura di noi, metterci al centro del nostro cuore e rinascere. Integrare, ovvero mettere insieme in modo nuovo e personale, tutto quello che già sappiamo a livello teorico su benessere, dieta, psicologia, ecc. e stare nel ricevimento di questa integrazione che altro non è che portare dentro di sé gli elementi ACQUA (la pulizia gentile da vecchi blocchi emotivi e problematiche irrisolte), FUOCO (il coraggio di agire il nostro vero io), ARIA (essere trasparente come un vapore che va dappertutto, fluisce e lascia passare) e TERRA (la concretezza dell’amare in modo incondizionato).

Per anni abbiamo cercato di piacere a tutti e non abbiamo lasciato il nostro segno solo per paura che non fosse sufficientemente perfetto, abbiamo delegato ad altri il ruolo di fare la differenza e di lasciare il segno. Ma è arrivato il tempo di spogliarci di tutto ciò e di prendere il toro per le corna. Di lottare con Dio o con il destino, a seconda del nome che preferite usare, come fa  il profeta Elia, stanco di essere messo alla prova, o come fa più profanamente il protagonista del film “I guardiani del destino” per stare insieme alla donna che ama. Lottare con Dio/destino contro quello che crediamo un futuro già predefinito e riprenderci il potere di essere nuovamente noi i protagonisti della nostra vita e di quello che ci accade, per poi accorgerci che era proprio questo che Dio/destino voleva da noi e che ci stava spingendo a fare! Abbiamo già tutte le risorse e gli strumenti per fare la differenza, per mettere in atto ciò che desideriamo. Siamo liberi di fare ciò che vogliamo proprio perché non ci aspettiamo che la nostra salute, l’amore, l’abbondanza economica od il successo ci vengano dati da qualcosa di esterno. Smettiamo dunque di giocare al ruolo dei bisognosi che aspettano sempre qualcosa per potersi sentire felici o realizzati. Felicità e successo sono alla nostra portata quando ci spostiamo dalla dimensione del bisogno a quella del fare la differenza con ciò che abbiamo; in questo modo esso si espande ed i miracoli cominciano ad accadere. Essi ne sono solo la normale conseguenza. Ricordo con gioia la frase che ci disse Annemarie Colbin, autrice di “Cibo e Guarigione” e di altri libri non ancora tradotti in lingua italiana, quando un’amica le chiese quale era il suo sogno e se era proprio quello di aprire una scuola come il Natural Gourmet Institute di New York. Annemarie rispose: “No! Non ci pensavo nemmeno. Ho semplicemente seguito passo dopo passo quello che mi piaceva, ponendo attenzione al mio sentire e a quello che mi arrivava di volta in volta. Sono sempre stata guidata a fare quello che ho fatto senza sapere perché!”

Nel caos delle feste sarebbe bello regalarsi dei momenti per comunicare liberamente con se stessi e con i nostri cari riportandoci al centro dell’attenzione e rompendo quegli schemi classici di conversazioni viziate e formali che, tra i vari effetti, hanno anche quello di farci mangiare troppo e di non farci assaporare il vero cibo delle feste.

(Dott.sa Cristina Ferrari – “anima del cibo”)

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